A Fortitude si muore a prescindere

Quale che sia il motivo, Fortitude non lascia scampo e la morte è in agguato sotto diverse forme, anche le meno consuete.

Il nuovo serial TV è stato prodotto dalla casa di produzione indipendente inglese Fifty Fathoms, sussidiaria di Tiger Aspect Productions, di proprietà della Endemol, per la rete televisiva britannica Sky Atlantic e per la rete statunitense Pivot. La storia inizia e termina in questo sperduto centro abitato della regione artica, in cui dovrebbero essere protagonisti il ghiaccio e gli orsi polari e in cui l’unico pericolo esistente dovrebbe essere costituto proprio da questi due fattori.
Quindi, per quanto esista un corpo di polizia, nessun crimine si è mai verificato, dal momento che per poter soggiornare in questa cittadina è necessario avere un lavoro. Eppure, nonostante questo e nonostante l’apparente serenità dei cittadini, si verificano degli omicidi che sconvolgono il tranquillo e monotono andazzo quotidiano.
Il thriller, dalla chiara impronta nord europea, alterna ritmi estremamente lenti a momenti di azione in cui lo spettatore perde l’orientamento. La trama è piuttosto complessa e per quanto diventi evidente, fin quasi da subito, la situazione e la colpevolezza di alcuni protagonisti, nulla è esattamente come sembra. Persino nell’ultima puntata molti interrogativi persistono e le interpretazioni restano aperte a diverse soluzioni.
Non vi starò a raccontare oltre, anche perché vi toglierei il gusto di capire cosa è esattamente accaduto e perché Fortitude improvvisamente pullula di morti.
Dunque un giallo non classico e non scontato, piuttosto intricato e, se vogliamo proprio dirla tutta, troppo complicato in alcuni momenti, al punto da sembrare quasi “forzato”.
Tuttavia una sua logica ce l’ha.
Personalmente a me è piaciuto. Ho gradito l’insieme della storia e l’umanità, quasi estrema, di alcuni personaggi. Mi è piaciuta l’ambientazione e quelle atmosfere un po’ oniriche che fanno da sottofondo a degli orrori annunciati, diventando la contrapposizione perfetta alle miserie umane.
Mi è piaciuto lo stile, a volte crudo, in cui vengono raccontati i fatti, senza troppi fronzoli o quegli effetti speciali che a volte rovinano la bellezza di una trama, proprio per quella forzata ricercatezza di un qualcosa di “spettacolare”.
In Fortitude di spettacolare c’è la natura, le aurore boreali, le distese ghiacciate, il mare cosparso di iceberg. E sono gli esseri umani a essere totalmente estranei a questa bellezza, totalmente inadeguati a convivere con essa.
Ho seguito con passione tutte le puntate, anche se alcuni passaggi li ho trovati inutili e sono giunta alla fine cercando ancora di comprendere il perché di alcuni accadimenti. E anche questo mi è piaciuto, il fatto che al termine di tutto, nulla era così scontato da dover pensare che fosse un “già visto”.
Eppure sono convinta che a molti potrà non piacere. Potrebbero giudicarlo troppo lento, troppo assurde alcune spiegazioni, troppo imbecilli alcuni personaggi. E forse potrebbero avere anche ragione. Dunque, se è vero che a Fortitude si muore, a prescindere, è anche vero che non ci si annoia.
Buona visione.

 

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