Brasile, dopo le Olimpiadi il caos

Il Senato del Brasile ha votato l’impeachment della presidente Rousseff. Le succede Michel Tremer, che dovrà fronteggiare la forte crisi economica e sociale

di Marco Romandini

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Passata la sbornia Olimpiadi, il Brasile torna a leccarsi le ferite. A cominciare da quelle politiche. Il Senato ha votato l’impeachment della presidente Dilma Rousseff, già precedentemente sospesa. I voti sono stati 61 favorevoli e 21 contrari. Ne bastavano 54, i due terzi degli 81 senatori. Il Brasile ha così un nuovo presidente: Michel Temer, fino al 30 agosto ad interim, che ora resterà alla guida fino al 2018. Una decisione che divide la nazione, e durante i lavori in Parlamento si sono registrati diversi scontri tra forze dell’ordine e gruppi di sostenitori di Rousseff.

Nell’appello iniziale l’ex presidentessa aveva professato la sua innocenza, parlando di golpe e indicando come responsabili il neo presidente, l’ex presidente della Camera Eduardo Cunha e i vertici ultra conservatori: “Quello che sta accadendo, quello si sta cercando di nascondere, è il tentativo di cacciare un governo liberamente eletto”, aveva affermato senza mezzi termini: All’accusa di aver commesso un reato amministrativo violando la legge di bilancio (per l’articolo 85 della Costituzione è motivo per l’impeachment) per nascondere il deficit, si era difesa dicendo che in realtà erano aggiustamenti nelle spese che rientravano nel tetto già votato dal Parlamento.

Anche l’ex presidente Lula da Silva l’aveva difesa ai microfoni dei giornalisti, sostenendo che“per l’impeachment sono necessari crimini e misfatti di un certo livello, e lei non ne ha compiuti”.Coinvolto nello scandalo Petrobras , il più grande della storia recente del Brasile, secondo la procura Lula sarebbe stato al centro dell’organizzazione che gestiva i finanziamenti illeciti. L’inchiesta, denominata Lava Jato (autolavaggio), non vedeva invece tra gli indagati la Rousseff, ex presidente del consiglio d’amministrazione della Petrobras, ministro dell’Energia del governo Lula dal 2003 al 2005 e capo del gabinetto al momento dei fatti contestati. Abbastanza, secondo l’accusa, per considerarla a conoscenza dei fatti e probabile beneficiaria di fondi illeciti per le campagne del 2010 e del 2014.

Sorgente: Brasile, dopo le Olimpiadi il caos – Wired

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