Camel Activate

Camel Activate: istigazione a delinquere!

Nella maggior parte delle tabaccherie è esposto un cartello in cui vi è chiaramente scritto che non verranno vendute le sigarette ai minorenni…
La legge italiana è chiara su questo punto. Il negoziante che dovesse contravvenire potrebbe persino perdere la licenza, oltre a dover pagare una multa salatissima. E questo perché lo Stato ha ovviamente a cuore la salute dei minori e la tutela in tutti i modi possibili…
Allora perché lasciate che vengano vendute le Camel Activate e tutte le altre varianti?
A questo punto mi scatta la carogna, che diventa ancora più famelica e “incarognita” se penso al target a cui è rivolto il prodotto (perché non ditemi che non ci hanno pensato per bene, prima di metterle in commercio).
Partiamo dall’inizio. Per chi non lo sapesse, la Camel in questi ultimi anni ha immesso sul mercato delle sigarette aromatizzate alla menta e, non contenta, ne ha fatta un’ulteriore versione in cui oltre al sapore di menta c’è anche quella ai frutti di bosco (o mirtilli, o more, o lamponi… insomma, frutti di bosco!). Perché mi arrabbio tanto?
A chi credete che piacciano questi gusti? Chi pensate che se ne sia venuto fuori dicendo: “Buone! Sembrano Big Babol!”
Avete indovinato?
E non ci vuole molto. Sono proprio i ragazzi, i ragazzini, proprio quei minori che lo Stato così tenacemente tutela. Sono loro i diretti fruitori di queste sigarette che non sanno di tabacco, ma hanno gusti gradevoli, persino “rinfrescanti”. Il punto è proprio questo, non sembrano sigarette, l’aroma che rilasciano è così sapientemente dosato che assomiglia di più a un qualsiasi deodorante ambientale, piuttosto che a una sbuffata malsana di tabacco bruciato, creando così l’illusione di “non fumare”, di non assumere nicotina, anche se in dose minime. E poi, volete mettere quanto sia divertente spaccare la pallina aromatica con i denti? Decidendo come, quale e quando farlo? Sentendo come scricchiola e come rilascia improvvisamente la sua essenza, impregnando l’aria, il naso e la bocca in un solo istante?
Il pacchetto si presenta bene, accattivante, con colori vivaci e intensi. Le tonalità, dal blu al verde al rosso fragola, risultano gradevoli e attirano immediatamente lo sguardo, i bordi smussati si adattano al palmo e le sigarette, con la scusa della “pallina” nascosta nel filtro, diventano un divertente “giochino” con cui passare il tempo.
Avendole assaggiate, vi posso assicurare che davvero creano l’illusione di “non fumare”. Alla stessa stregua di una sigaretta elettronica che, con i suoi mille gusti e aromi, apriva le porte alla sperimentazione sensoriale, così anche le Camel Activate, con tutte le sue varianti, innesca una nuova trappola in cui cadono proprio i più giovani. E se pensate che i ragazzi siano al sicuro dalla tentazione, perché tanto non le possono comprare, allora state ancora una volta sbagliando. Ho assistito personalmente all’acquisto dei pacchetti da parte di quelli più “grandi” (i diciottenni per capirci), che poi le rivendono ai più piccoli, a volte trattenendo la percentuale per il “servizio”. In tutto questo, gli adulti gradiscono davvero queste aromatizzazioni particolari? I veri fumatori, in percentuale, quanto ne fanno uso? Decisamente poco. Il fumatore abituale compra le solite marche, quelle che non lo fanno tossire al mattino come un tubercolotico e, se anche lo fanno tossire, è così abituato al proprio pacchetto che difficilmente lo cambia per qualcosa di esotico. Quindi, se l’innovazione aromatica non è diretta ai fumatori accaniti, a chi si è rivolta la Camel quando s’è inventata questa bella pensata? Certo, le sigarette alla menta sono sul mercato da anni ormai, verissimo, così come è anche vero che menta o vaniglia sono gusti adatti ai consumatori occasionali o a chi, una volta all’anno, decide di fumare qualcosa di diverso. Dunque, se le Camel Activate invece vanno a ruba… chi le compra? E, soprattutto, chi le fuma?

In tutto questo, lo Stato sta a guardare.

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