Dracula Untold

L’anello mancante fra Bram Stoker e Vlad Tepes.

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Ciò che mancava, nel vasto panorama cinematografico, era un film che potesse fare da ponte fra la leggenda e la storia, ovvero fra il libro di Bram Stoker e la realtà storica di Vlad III, principe di Valacchia (la vita l’abbiamo scritta QUI).

Il sapore epico di Dracula Untold e i chiari riferimenti a fatti reali, fanno dimenticare le varie incongruenze che vengono presentate nel corso della trama. Premesso quanto scritto sopra, questo è uno dei migliori film sul genere che siano stati prodotti dopo il Dracula di Francis Ford Coppola (vincitore di diversi Oscar), in cui un meraviglioso Gary Oldman ricalcava le orme di un personaggio diventato leggenda.
In sintesi, la trama ripropone la storia del Signore dei vampiri, dandone una chiave nuova, supportata da fatti realmente accaduti, anche se, ovviamente, rivisti sotto un’ottica più “hollywoodiana”. Tuttavia, la buona ambientazione e le atmosfere ricreate, offrono una visione dell’epoca che può, in un certo qual modo, dare un’idea di quanto accadde dopo la metà del 1400, quando l’invasione dell’esercito Ottomano minacciò tutta l’Europa. La figura che emerge, da questo quadro storico, è quella del voivoda di Valacchia, il quale sacrificò se stesso per salvare la propria terra dal giogo turco e dalle pretese di un Sultano pretenzioso. Luke Evans, nella veste del protagonista, dona buona credibilità al personaggio, dannando tutta la propria stirpe con un patto che lo trasformerà in una creatura assetata di sangue e vendetta. Se il ruolo fosse stato effettivamente affidato a  Sam Worthington (così come inizialmente era stato stabilito), forse il nostro novello Dracula non avrebbe avuto quel fascino tenebroso che, invece, Evans è riuscito a imprimergli.
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Spettacolari gli effetti scenici, anche se, in alcuni passaggi, è evidente il background costituito dal contributo digitale. Le location di ripresa sono state ambientate in Irlanda del Nord, offrendo diversi scorci di un paesaggio che richiama più le alture tratte dal film Highlander, piuttosto che le vette arrotondate e boschive dei Carpazi transilvanici. Forse, per maggiore realismo, sarebbe stato meglio girare la pellicola direttamente in Romania o, in alternativa, nella vicina Ungheria. Nonostante questo e alcune pecche date dallo svolgersi della trama, che non vi starò a raccontare per non svelare troppo del film, nel complesso i 92 minuti passati a godersi Dracula Untold, hanno inchiodato gli spettatori alle rispettive poltroncine, assorbiti dall’impatto emotivo che alcune scene riescono magistralmente a suscitare. Per questo motivo, inizialmente, ho definito epico il genere, soprattutto per quella visione d’insieme data dai combattimenti, ben realizzati e ben orchestrati. Insomma, il film diventa un buon mix fra l’esigenza narrativa letteraria e il realismo storico, quell’anello, appunto, mancante fra fantasia e concretezza.

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