Fusione dei ghiacci artici: la Nasa recluta i narvali

Fusione dei ghiacci artici: la Nasa recluta i narvali

Gli unicorni del mare arruolati in Groenlandia per effettuare misurazioni dove l’uomo non può arrivare: così si studieranno le correnti marine profonde.

di ELISABETTA INTINI

Un’armata di soldati silenziosi – armati di lancia – è pronta a battersi per la salvaguardia dei ghiacci artici. La Nasa coinvolgerà i narvali (Monodon monoceros) in uno studio per valutare quanto le calde correnti oceaniche stiano influendo sulla fusione del ghiaccio marino in Groenlandia.

Il progetto Oceans Melting Greenland (OMG) impiegherà soprattutto navi di ricerca, boe fluttuanti e tecnologie di rilevazione dall’alto, ma nei punti di mare resi inaccessibili dagli iceberg, saranno i narvali a garantire la “copertura”

GIÀ COLLAUDATI. La ricerca si concentrerà sul ghiaccio artico attorno alla Baia di Melville, al largo della costa nord-occidentale della Groenlandia. I cetacei verranno equipaggiati con sensori di temperatura, salinità e profondità collegati a tecnologie satellitari. Già nel 2010, narvali muniti di sensori posizionati sul grasso e sulla cartilagine del dorso avevano monitorato le acque della Baia di Baffin, un tratto di mare tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Artico.

DOPPIO OBIETTIVO. Poiché questi animali si immergono fino a 1.700 metri di profondità, al di sotto del pack, la speranza è che forniscano dati complementari a quelli della strumentazione tradizionale. Le informazioni saranno utili anche sul fronte della biologia marina: si potrà capire per esempio, se e come le condizioni di temperatura e salinità del fiordo influenzino i comportamenti di questi cetacei.

Sorgente: Fusione dei ghiacci artici: la Nasa recluta i narvali – Focus.it

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