I Paesi dove non andare in vacanza: ecco i più pericolosi

I Paesi dove non andare in vacanza: ecco i più pericolosi

La paura di attacchi terroristici – ma non solo – sta riducendo sempre più la scelta delle mete delle vacanze. Ecco i Paesi sconsigliati dalla Farnesina

Venezuela

Alla luce delle continue tensioni e del deterioramento delle già critiche condizioni di sicurezza, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari nel Venezuela. La situazione generale permane estremamente precaria, con episodi di criminalità largamente diffusi che si verificano con sempre maggiore frequenza. Si registrano numerosi casi di rapine a mano armata a danno di visitatori stranieri, talvolta con esiti tragici, oppure sequestri a scopo di estorsione. Si raccomanda ai connazionali la massima prudenza anche negli spostamenti e di evitare i cortei e ogni tipo di assembramento e di tenersi costantemente informati sugli sviluppi della situazione sui media

Egitto

La minaccia è di terrorismo. In considerazione del deterioramento della generale situazione di sicurezza registrato nel Paese, si rinnova la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell’Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo, ove mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni da possibili minacce. Il Paese continua a registrare un clima di instabilità e turbolenza che spesso sfocia in turbative per la sicurezza e in azioni ostili anche di stampo terroristico, situazione di cui ogni connazionale che si rechi in Egitto, anche nelle aree turistiche, deve essere pienamente consapevole. Si consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito DoveSiamoNelMondo

Germania 

La Germania condivide con il resto dell’Europa l’esposizione al terrorismo internazionale. A seguito degli attentati di Würzburg (18 luglio 2016), Monaco (22 luglio 2016) e Ansbach (25 luglio 2016) e Berlino (19 dicembre 2016) che hanno causato diversi morti e feriti, le autorità tedesche hanno rafforzato le misure di sicurezza, e continuano a effettuare operazioni antiterrorismo, alcune delle quali hanno consentito di sventare attentati pianificati nel Paese. Si raccomanda ai connazionali di elevare la soglia di attenzione, soprattutto nei luoghi pubblici e ad alta frequentazione e di seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali

Perù 

Il Perù è particolarmente soggetto a fenomeni sismici e, nella zona di Arequipa, ad occasionali fenomeni di vulcanismo. Dal 20 gennaio 2017 è stato dichiarato lo stato di emergenza che rimarrà in vigore per 70 giorni a seguito di fenomeni di vulcanismo in corso nelle zone attorno al vulcano Sabancaya, che si trova a 80 km da Arequipa e a 30 km circa da Chivay (nel canyon del Colca)

Francia

ll Paese condivide con il resto dell’Europa la crescente esposizione al rischio terrorismo internazionale soprattutto dopo l’intervento diretto francese nel contrasto al terrorismo in diversi teatri di crisi, tra cui in Mali e, da ultimo, anche in Siria ed Iraq. Lo stato di emergenza decretato dal Governo francese a seguito degli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre 2015 è stato prorogato fino al 15 luglio 2017. Lo stato di emergenza prevede la possibilità per le forze di polizia di effettuare controlli straordinari alle frontiere. Le autorità francesi hanno intensificato i controlli e hanno adottato altre misure considerate opportune nei luoghi ritenuti “sensibili” a possibili atti terroristici, come aeroportistazionimetropolitanegrandi centri commerciali e, in generale, luoghi a elevata frequentazione, a Parigi e nei maggiori centri urbani. Si invitano pertanto i connazionali a esercitare cautela negli spostamenti e ad attenersi alle indicazioni delle autorità locali. Le aree urbane di ParigiMarsigliaMontpellierNizza e Lione richiedono una particolare attenzione a causa della diffusa microcriminalità a danno di turisti, particolarmente nelle zone periferiche. Occasioni di pericolo possono altresì crearsi a causa delle tensioni sociali nelle periferie di tutti i grandi agglomerati urbani

Mali 

Alla luce dell’elevato rischio terroristico e di un quadro complessivo di sicurezza estremamente critico ed in continua evoluzione, tutto il Mali, compresa la Capitale Bamako, è da considerarsi a rischio, che diviene estremamente elevato nelle regioni settentrionali del paese (regioni di Timbuctu, Gao e Mopti), mentre da ultimo l’instabilita’ si estende anche alle regioni centrali, intorno alla Capitale, di Segou. Episodi di criminalità in cui si rendono protagonisti gruppi comunque legati alla galassia jihadista si verificano anche nella regione meridionale di Sikasso. Si registra, in particolare, un aumentato rischio di attacchi e di rapimenti in zone di interesse pubblico, che potrebbe riguardare anche bar, ristoranti, siti turistici ed eventi pubblici. Si sconsigliano viaggi, a qualsiasi titolo, verso il Mali. A coloro che dovessero comunque decidere, sotto la propria responsabilità, di recarsi nel Paese, si raccomanda di registrare i dati relativi al viaggio sul sito www.dovesiamonelmondo.it e di segnalare la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a Dakar e al Consolato Onorario di Bamako attenendosi scrupolosamente ai suggerimenti forniti

Repubblica Popolare Cinese 

Si sono verificati recentemente episodi di violenza nella regione dello Xinjiang, incluso il capoluogo Urumqi, che sono stati catalogati come atti terroristici dalle Autorità cinesi con la conseguente intensificazione delle misure di sicurezza. Si suggerisce a tutti coloro che si recano o già si trovino in tale regione, la massima cautela. La microcriminalità è in aumentoe tocca anche gli stranieri, i quali sono soprattutto vittime di scippi e furti di passaporto. È opportuno inoltre mantenere un atteggiamento di cautela nelle ore notturne soprattutto nelle zone dei locali di divertimento (a Pechino, il quartiere “San Li Tun” dove si sono verificati casi di aggressioni e di pestaggi a danno di stranieri; in tali casi, l’intervento della polizia può determinare l’arresto dei connazionali coinvolti, anche per lunghi periodi, in attesa della determinazione della responsabilità di coloro i quali sono stati coinvolti nella colluttazione. In molte città cinesi, incluse Pechino, Shanghai, Canton, Chongqing e Tianjin, si registrano altissimi livelli di concentrazione di polveri sottili, particolarmente nocive in presenza di condizioni atmosferiche di alta pressione e mancanza di vento. Si raccomanda di prendere le precauzioni necessarie ed esercitare la dovuta cautela nell’esporsi all’aperto.

Turchia

A seguito del tentato golpe militare, le autorità turche hanno dichiarato lo stato di emergenza per tre mesi fino al 19 ottobre 2017. La Farnesina raccomanda la massima cautela negli spostamenti e di tenersi informati sui media internazionali e locali sugli sviluppi della situazione. Si consiglia di evitare manifestazioni e assembramenti e di portare sempre con sé documenti di identità ed eventuali titoli di soggiorno in Turchia, di seguire sempre le indicazioni e le raccomandazioni fornite dalle autorità locali. Preferire le strade principali ed evitare le zone disabitate; fermarsi immediatamente a eventuali posti di blocco; monitorare eventuali disposizioni di coprifuoco imposte dalle autorità turche e, in tal caso, evitare di viaggiare dopo il tramonto

Tunisia

Le autorità tunisine hanno innalzato il livello di allerta in tutto il Paese comprese le aree a elevata presenza turistica e adottato nuove misure anti-terrorismo quali il rafforzamento dei controlli di sicurezza in città e nel resto del Paese con una maggiore presenza delle forze armate nei siti sensibili e nei luoghi che possono essere obiettivo di attacchi terroristici. Lo stato di emergenza decretato il 24 novembre 2015 è stato nuovamente prorogato sino al 15 ottobre 2017. Si invitano i connazionali a seguire le indicazioni delle autorità locali, a esercitare massima cautela negli spostamenti, a evitare manifestazioni, assembramenti e luoghi affollati di qualsiasi natura. Si raccomanda di non attraversare zone isolate del Paese né quartieri periferici della grande città, specie negli orari notturni. Si consiglia di evitare di attraversare la Medina di Tunisi in orario notturno e i sobborghi delle città di Sousse e Sfax

Belgio

Il Belgio, anche in quanto sede delle Istituzioni europee, presenta crescenti rischi di esposizione al terrorismo internazionale. Gli attacchi a Bruxelles del 24 maggio 2014 (museo ebraico), del 22 marzo 2016 (aeroporto Zaventem e metropolitana), a Charleroi del 6 agosto 2016 (commissariato di Polizia), il collegamento di individui operanti in territorio belga agli attacchi in Francia del gennaio e del novembre 2015 e il significativo rilievo numerico dei “foreign fighters” di origine belga, hanno indotto le autorità locali a svolgere più capillari attività di prevenzione e sorveglianza, soprattutto rispetto al traffico di armi, auto rubate, falsificazione documenti. Nella Capitale Bruxelles e in altre località del Paese si verificano frequentemente operazioni anti-terrorismo della polizia (perquisizioni, arresti, blocchi della circolazione) e allerte per sospetti pacchi-bomba (soprattutto, ma non solo, in centri commerciali, stazioni metro e ferroviarie, aeroporti). Si invitano quindi i connazionali a esercitare particolare vigilanza e cautela nei luoghi pubblici e ad alta concentrazione di persone (tra cui, in particolare, musei, centri commerciali, istituzioni culturali e accademiche ad alta frequentazione) e nella partecipazione a eventi pubblici. Si consiglia di tenersi aggiornati sulla situazione di sicurezza attraverso i media locali e i siti www.viaggiaresicuri.itwww.ambbruxelles.esteri.it e di seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità belghe

Libia

A partire dall’11 gennaio 2017 l’Ambasciata d’Italia a Tripoli ha ripreso le proprie attività. A fronte del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza in Libia e degli scontri che stanno interessando il Paese (specialmente in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a BengasiDerna e Sabratha), della crescente minaccia terroristica e dell’elevatissimo rischio rapimenti si ribadisce il pressante invito ai connazionali a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese poiché l’attuale contesto di sicurezza non offre sufficienti garanzie di tutela e operare e/o recarsi nel Paese risulta estremamente pericoloso. Negli ultimi mesi, in particolare, si sono registrati numerosi sequestri di cittadini stranieri anche italiani (si è concluso purtroppo tragicamente il sequestro di due dei quattro cittadini italiani rapiti il 19 luglio 2015) e diversi attacchi terroristici si sono registrati nella Capitale Tripoli mediante autobombe ai danni di Ambasciate straniere e in altre aree del Paese, anche con il coinvolgimento di numerosi cittadini stranieri. Si registra anche un forte aumento della criminalità che risulta sempre più organizzata e in grado di condurre azioni ostili specie ai danni di cittadini stranieri, in particolare nelle grandi città

Siria

In considerazione dell’attuale situazione di elevato rischio e di grave pericolosità, si sconsiglia vivamente di recarsi in Siria e si ribadisce l’invito ai connazionali ancora in loco a lasciare il Paese. A partire dal 14 marzo 2012, l’Ambasciata d’Italia a Damasco ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. Non è più possibile pertanto assicurare assistenza consolare a coloro che, nonostante il chiaro e reiterato sconsiglio delle Autorità italiane, siano ancora presenti in territorio siriano. Elevatissimo è il rischio di rapimentiattentati e violenze in tutto il Paese tra cui la Capitale. A coloro che decidessero di restare, comunque, in Siria, si raccomanda di tenersi informati sulla situazione attraverso i mass media locali ed internazionali, tenendo presente che il Paese risulta in questo momento particolarmente esposto anche al rischio di azioni legate a fenomeni di terrorismo internazionale. Si invitano, inoltre, i connazionali rimasti a evitare spostamenti all’interno delle città, data la possibilità di trovarsi coinvolti in situazioni a rischio soprattutto in caso di cortei o assembramenti e si sconsiglia vivamente di intraprendere alcun viaggio all’interno del Paese, in particolar modo, nelle ore notturne

Afghanistan

Si sconsigliano vivamente viaggi a qualsiasi titolo in Afghanistan, in considerazione della gravità della situazione di sicurezza interna nel Paese, dell’elevato rischio di sequestri e attentati a danno di stranieri in tutto il territorio nazionale, compresa Kabul e del ripetersi di gravi attentati in tutti i principali centri urbani e anche nel centro della Capitale. Le condizioni di sicurezza hanno subìto un sensibile deterioramento in tutto il Paese, incluse le principali città (Kabul, HeratMazar-e-SharifJalalabadKandaharKunduz). Restano critiche le aree meridionali e Sud orientali e sono peggiorate le condizioni di sicurezza anche nel Nord e nell’Ovest del Paese. È’ assai elevato il rischio di attentati ai danni di obiettivi istituzionali o di strutture frequentate da stranieri (guest house, alberghi, ristoranti, uffici, abitazioni, veicoli, mercati, ecc.)

Yemen

A partire dal 13 febbraio 2015, a seguito del progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza, l’Ambasciata d’Italia a Sana’a ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. Non è più possibile pertanto assicurare assistenza consolare a coloro che, nonostante il chiaro sconsiglio delle autorità italiane, siano ancora presenti in territorio yemenita. È assolutamente sconsigliato, in questo particolare momento, recarsi in Yemen ed effettuare viaggi in tutto il Paese incluso l’isola di Socotra (in quanto, per arrivarvi, è obbligatorio lo scalo a Sana’a e a Mukalla). Si rinnova l’invito ripetutamente rivolto ai connazionali che – per assoluta necessità – siano rimasti in Yemen, di lasciare temporaneamente il Paese

Somalia

Si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo nel Paese. Alla luce della crescente minaccia nei confronti di cittadini e obbiettivi occidentali, si sconsiglia a tutti i connazionali la permanenza a qualsiasi titolo in Somalia

Sorgente: I Paesi dove non andare in vacanza: ecco i più pericolosi | SiViaggia

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