I sette giganti: una delle attrazioni più misteriose della Russia

I sette giganti: una delle attrazioni più misteriose della Russia

A ovest degli Urali, in Russia, si trova la Repubblica dei Komi. Un’area per lo più pianeggiante che prende il nome dalla popolazione autoctona che storicamente la abita. Un luogo poco conosciuto del Paese, ma che ospita un’attrazione fantastica. I sette giganti, conosciuti anche come rocce di Manpupuner.

I sette giganti sono delle grandi colonne di pietra, dalle forme strane e irregolari. Si trovano precisamente nel distretto di Troitsko-Pechorsky, e sovrastano un altopiano dal quale sono riconoscibili anche a grande distanza. Da lontano sembrano le fondamenta di una costruzione ormai andata distrutta, e non se ne apprezzano le reali dimensioni. Sembrano piccoli, ma la loro altezza varia fra i 30 e i 42 metri.

Una storia leggendaria

Secondo una leggenda Komi, le rocce sarebbero i resti di sette guerrieri samoiedi. Delle creature che attraversavano gli Urali e saccheggiavano i villaggi. Il più grande dei sette guerrieri era uno sciamano, che percuotendo il suo tamburo scandiva il ritmo della marcia. Percependo l’imminente pericolo, le divinità della sacra montagna Volgulski colpirono il tamburo dello sciamano samoiedo, e tutti i guerrieri si pietrificarono all’istante.

Questa storia di folklore—con le sue innumerevoli varianti—ha affascinato da tempo immemore gli avventori dell’altopiano. E ogni anno i villaggi limitrofi organizzano dei banchetti per celebrare la provvidenza della montagna di Volgulski. Che li aveva salvati.

Il prolungarsi di questa tradizione era dovuto anche al fatto che per secoli la leggenda dei sette giganti era nota soltanto fra i Komi. Quest’area degli Urali, infatti, un tempo era difficile da raggiungere, e il governo russo ha iniziato a studiare queste formazioni rocciose molto tardi.

Есть мнение, что авторский рассказ под фотографией зачастую излишен и только мешает зрителю. Отчасти я даже согласен, но только в отношении тех, что делались мимоходом… Что сказать то хотел? А… благодаря @dpitenin с недавних пор в моем лексиконе помимо "баян" появилось ещё и слово "чукчокартинка" — что вижу, то и снимаю. И у меня их море 😉 Плато Мань-Пупу-нёр, Печоро-Илычский заповедник. Республика Коми, март 2017 / Manpupuner rock formations in Komi Republic. Russia, March 2017 #rus_places #landscape_russia #landscape_lovers #beautifuldestinations #world_shotz #loves_russia #jaw_dropping_shots #awaysome_earth #маньпупунер #visitrussia #manpupuner #инстаграмнедели

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I dubbi sulle origini naturali dei sette giganti

geologi riguardo alla reale origine di queste rocce hanno ancora oggi molti dubbi. Secondo alcuni i sette giganti si sarebbero formati in seguito all’erosione della superficie circostante dell’altopiano, come i “butte” dei deserti rocciosi nel Nord America. Delle formazioni rocciose più dense, quindi, che si sono mantenute intatte mentre gli strati di roccia che le circondavano si disgregavano.

Secondo altri geologi, poi, la loro origine potrebbe essere vulcanica. La particolare forma delle rocce, secondo questa teoria, sarebbe spiegata dall’espulsione e dal raffreddamento del magma. Altri ancora, invece, credono che i sette giganti si siano formati per dinamiche geologiche dovute alle varie glaciazioni.

Aumento del turismo e possibili ripercussioni

Nel 2008 il governo russo ha nominato i sette giganti Patrimonio nazionale. E questo ha incrementato il turismo in questa zona degli Urali. In estate, l’area di Manpupuner può essere raggiunta tramite gite organizzate— con pulmini, imbarcazioni, o tramite un apposito trek—da Troitsko-Pechorsky. In inverno, invece, i turisti possono decidere di prenotare una visita guidata in motoslitta con partenza dalla cittadina di Vizhay.

L’afflusso di turisti, però, sta mettendo a repentaglio l’ecosistema di Manpupuner. Un botanico russo, durante uno dei numerosi studi sulle superficie dei sette giganti, ha notato che sugli spuntoni cresce un rarissimo tipo di muschio, che stava cominciando a scomparire in seguito alle continue visite turistiche. Fortunatamente alcune aree del sito sono state vietate al pubblico, e la situazione sembra essere migliorata.

 

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