Il cacciatore di bufale

Ebbene, mi sembra ovvio che non stiamo parlando di un novello Indiana Jones o di un’entusiasta dell’arte venatoria né, tanto meno, di un degustatore gastronomico in grado di determinare la qualità di una particolare mozzarella, l’uomo di cui voglio parlarvi è un giornalista e un divulgatore informatico, nonché uno studioso di bufale del webPaolo Attivissimo (questo è realmente il suo nome), giornalista e scrittore affermato, si occupa da anni di scovare in giro per la rete quelle che sono a tutti gli effetti delle bufale, delle burle e delle prese in giro spesso nocive, nonché deleterie in taluni casi. Dalle situazioni più comuni, come ad esempio la ricerca di sangue particolare per un bimbo leucemico, vera ma ormai scaduta, agli avvisi di virus dai nomi stravaganti che infettano i computer, che poi risultano essere file di sistema di Windows e la cui cancellazione comporta un danneggiamento irrevocabile del vostro prezioso pc, per finire ai casi più sorprendenti, come la storia dei Lemmings che corrono a suicidarsi quando il loro numero diventa così elevato da superare le risorse disponibili, o quelle più difficili da documentare come la teoria del complotto riguardo alle Torri Gemelle dell’undici settembre, molte sono le bufale svelate e spiegate e molte ancora quelle che sono sotto indagine.
Girovagando per internet ho trovato il suo blog, Il Disinformatico, forse molti di voi lo conoscevano già, ma per me è stata una vera scoperta. Ho passato quasi due ore a leggere i vari post, le varie rubriche e i contenuti catalogati in bell’ordine, ridacchiando per tutte le informazioni incredibili che ho recuperato dopo la piacevole lettura. Ma non solo piacevole ovviamente. Molte informazioni mi sono arrivate come fulmini a ciel sereno, facendomi rendere conto di quanta disinformazione circola per la rete, sia web che telefonica. Proprio due giorni fa mi è arrivato l’ennesimo sms da un’amica che disperatamente mi chiedeva di condividere con altri 10 amici lo stesso messaggio, nel quale si annunciava che Whatsapp sarebbe diventato a pagamento. Ora, un articolo lo abbiamo già scritto a tale proposito, ma se non lo sapevate potete sempre recuperarlo QUI, Whatsapp è a pagamento ed è scritto a chiare lettere anche nel sito ufficiale, ma non credo che sia il caso di polemizzare sulla questione, tenendo conto dei soldi che si risparmiano utilizzandolo. Ciò che invece mi preme sottolineare è la costante produzione di informazioni fasulle, fuorvianti, deleterie che vengono fatte circolare anche per scopi tutt’altro che goliardici. A partire dalle email in cui uno sconosciuto desidera condividere con voi una fortuna, a patto che la facciate transitare per il vostro conto corrente bancario, passando attraverso gli sms in cui vi si avvisa che avete vinto un qualcosa, ma dovete telefonare a un dato numero e se lo fate vi vedrete azzerare il credito, oppure recapitare una bolletta stratosferica, per terminare a quelle più insidiose che vi chiedono un piccolissimo contributo per sostenere questa o quella causa, umanitaria ovviamente, ma che nella realtà non esiste. Dunque, nel caso vi arrivasse una email, un sms, o un qualsiasi messaggio da un servizio di messanger, oppure un appello nella bacheca di facebook in cui si fa leva sulla vostra generosità, sul vostro portafoglio o sul vostro buon cuore, prima di intraprendere una qualsiasi azione andate a visitare Il Disinformatico, magari scoprirete che si tratta dell’ennesima bufala, se non addirittura di una truffa. Tuttavia, se non trovate l’argomento specifico che vi sta a cuore, probabilmente avrete modo di trovare invece tematiche simili già sperimentate, ma ormai venute alla luce come truffe o scherzi ignobili.

Related Post

Related posts

Leave a Comment

quattro × due =

*