Infortuni giornalistici *1

 

Tratto da :

http://sgarbo.org/2014/01/19/infortuni-giornalistici-1/

 

Come mai negli ospedali non esiste un CTOG, un Centro Traumatologico Ortopedico Giornalistico? Eppure, con tutte le testate giornalistiche che ci sono, di giornalisti infortunati ce ne devono essere parecchi! Ma sì, pensate per esempio a tutte le testate quotidiane! Ovunque ci sia un pronto soccorso ci sarà come minimo un giornalista con trauma cranico. Tutti i santi giorni testate giornalistiche da nord a sud, al centro, a est, a ovest, nelle isole… capocciate in tutta la penisola *2! Vista l’incidenza di questo tipo di infortuni la sanità pubblica dovrebbe provvedere alla creazione di appositi centri specialistici.I traumi sono meno frequenti con le testate giornalistiche settimanali, però diamine *3, pure quelle sono tante e finire tutte le settimane al pronto soccorso non è certo un bel vivere! È vero che ci sono anche i più fortunati che battono capocciate più raramente con le testate giornalistiche mensili, bimestrali o trimestrali. Comunque parliamoci chiaro, prima o poi al pronto soccorso ci finiscono pure loro.E che dire delle testate giornalistiche sportive? Con quelle aumentano in  maniera esponenziale *4 gli infortuni perché a rischio non c’è solo la testa, ma pure il ginocchio, la tibia, il perone *5, il femore, le costole *6, l’omero *7, l’ulna* 8 e il *9 radio.
A proposito di radio *10, vogliamo parlare delle testate giornalistiche radiofoniche? Procediamo in maniera scientifica *11 e facciamo un’analisi delle parole.  Testata giornalistica:  capocciata del giornalista con relativo trauma cranico. E fin qui ci siamo, è elementare *12. Radiofonica: qua le cose si complicano perché il significato intrinseco sottintende *13 un rischio di frattura del *14 radio con conseguenze foniche, cioè con il rischio aggiuntivo di perdere pure l’uso della parola. Non è chiaro perché la frattura del *15 radio, che notoriamente è un osso dell’avambraccio, possa comportare complicanze foniche, ma la spiegazione più logica ed intuitiva è che col braccio rotto il giornalista presenti delle difficoltà a tenere in mano un microfono,  specie se è mancino e si  rompe il 16 radio sinistro o se è destrorso *17 e si  rompe il *18 radio destro.  Da ciò può conseguire quindi  la perdita dell’uso della parola per mancanza di amplificazione, specialmente se il microfono è a gelato *19. Altrettanto  logica  è  l’analisi  dei  rischi  delle  testate  giornalistiche  televisive.  In  questo  caso  si  tratta  di complicanze visive, come suggerito dal termine. Infatti  un trauma cranico provocato da un eventuale urto violento *20, per esempio contro un palinsesto *21, potrebbe provocare seri danni alla vista! Sto pensando che è una fortuna che io sia solo una redattrice e non una giornalista. È un mestiere troppo pericoloso! ♫♪♫♪… *22
  1.  Il titolo presenta sinteticamente il contenuto e sono consapevole dell’inutilità di questa precisazione. Invece la nota n° 1 (questa)esiste per avvisare che il testo è corredato da note a piè di pagina in numero tale da permettere un sufficiente disturbo durante la lettura ed allenarsi ad una migliore e più paziente gestione degli ostacoli, degli intoppi, degli imprevisti e insomma di tutte le rotture di scatole della vita quotidiana, nonché svolgere contemporaneamente un’intensiva e salutare ginnastica oculare durante la lettura, che sarà anche un ottimo allenamento per mantenere alto il livello di attenzione tenendo il segno senza saltare rigo e ricordandosi di  cosa  si  stava  parlando  prima  (perché  prevenire  l’Alzheimer  è  importante).  Inoltre  le  note,  portando  il  lettore  altrove  rispettoall’argomento trattato, stimoleranno il pensiero laterale con positivi effetti sullo sviluppo della fantasia. Infine le note avranno positivi effetti  sull’ economia, aumentando lo scrollo dei mouse e la loro relativa usura che, di conseguenza, spingerà a nuovi acquisti contribuendo al rilancio dei consumi. Anche l’affettività trarrà vantaggio da questo tipo di lettura “disturbata”, specie per i lettori di nuova generazione che si renderanno conto con mano di quanto le carezze possano rendere felici. Infatti il testo, ripetutamente accarezzato in modalità touch screen, li ripagherà saltellando di gioia in su e in giù davanti ai loro occhi.
  2. Non è un’isola sovraffollata da maschi sprovvisti di foglie di fico, ma “penisola” indica l’Italia che geograficamente è una lunga sporgenza di terra a forma di stivale immersa in un’enorme pozzanghera di mare che circonda le sue lunghissime coste. La forma a stivale serve ad evitare che si bagni anche l’entroterra.
  3. Sinonimo  di  “porca  paletta”,  “porca  puzzola”,  “mannaggia”,  “caspiterina”,  “accipicchiolina”,  “perdindirindina”  e  molte  altre pittoresche espressioni (talvolta precedute da “maremma” nel caso di testate giornalistiche toscane). A tutte va aggiunto un punto esclamativo finale e mi scuso con le palette e con le puzzole: non c’è niente di personale, sono solo modi di dire.
  4. Il termine “esponenziale” è composto dal verbo “esporre” (per indicare che il giornalista sportivo è più esposto agli infortuni), da “zia” e “ale”, che si riferiscono alla zia di Ale Del Piero ed alla sua apprensione sull’incolumità del famoso nipote calciatore.
  5. Non è un termine sconveniente, né riconducibile ad un’overdose di stupefacenti e neppure ad un frutto enorme, ma un osso della gamba.
  6. Anatomicamente il termine corretto è “coste”, ma in questo caso è stato usato “costole” per non fare confusione con le coste della penisola (vedere nota * 2).
  7. Epico osso del braccio. In caso di brutta frattura esposta la guarigione potrebbe trasformarsi in un’odissea.
  8. Non si tratta di un contenitore cinerario per defunti cinesi, né di un contenitore elettorale per votanti cinesi, bensì di un osso dell’avambraccio e ce l’hanno tutti, anche i cinesi.
  9. L’articolo “il” non è un errore perché “radio” è l’altro osso dell’avambraccio, lo sanno tutti. Quindi va bene perché è maschile (ma cel’hanno anche le femmine) e singolare (ma ogni individuo ne ha due).  Se vi  state confondendo lasciate perdere. Va bene “il”,fidatevi. 
  10. In questo caso parliamo della radio, femminile singolare, però ce la possono avere anche i maschi e volendo anche più di una (non nello scheletro, anche se di gente strana in giro ce n’è parecchia). Capisco che adesso possiate essere un tantino confusi fra “il radio” e “la radio”  ma io mi tranquillizzerei. È solo un gioco di parole, rilassatevi.
  11. In questo caso la nota serve esclusivamente per effettuare l’undicesimo esercizio di ginnastica oculare. Niente giochini di parole stavolta (me ne scuso con i più maliziosi che si sono fiondati alla velocità della luce a leggere la nota n° 11 aspettandosi chissà che).
  12. Come diceva Sherlock Holmes al Dottor Watson. È quasi scontata questa nota a piè di pagina, ma intanto avete fatto un altro movimento di ginnastica oculare che fa tanto bene.
  13. Il verbo “sottintende” è composto da “sottilette”, “in” e “tende” che, in riferimento al significato intrinseco della parola, meglio esprime il  concetto di  “essere fra”,  “essere dentro” ed “essere sotto” o “essere all’ombra”. Inoltre la tendenza delle sottilette a fondere se surriscaldate, vuole esprimere tutta la solidarietà nei confronti dei neuroni del lettore che, nel mezzo del cammin nella selva oscura di queste note, potrebbero presentare i primi sintomi di fila&fondi.
  14. Nel caso non abbiate letto la nota * 9, fatelo e capirete che “del” non è un errore.
  15. Se ancora pensate che “del” possa essere un errore leggete la nota * 14 e la nota * 9 e domandatevi se per caso siete un po’ distratti oppure solamente testardi.
  16. Se vi ostinate a sospettare che “il” sia un errore, vi rimando con rassegnazione alla lettura delle note * 15, * 14 e * 9.
  17. Tranquilli, non è una strana malattia degli orsi trasmessa agli umani, ma semplicemente l’uso prevalente della mano destra per scrivere e fare la maggior parte delle cose.  Per indicare l’uso prevalente della mano sinistra è stato usato il termine “mancino” anziché “sinistrorso” per semplificare evitando di confondere il Dottor Watson e di fondere le sottilette.
  18. Ancora vi state incaponendo sul fatto che “il” possa essere un errore!? Ok, mi arrendo, arrangiatevi!
  19. Nei mesi estivi le complicanze foniche possono aumentare per un maggiore uso di microfoni a gelato. Il gusto Puffo in genere è consigliato in questi casi per ridurre le dimensioni dei danni fonici.
  20. Un urto forte in seguito al quale la botta assume lentamente una colorazione viola (viola-lento = violento).
  21. Le conseguenze di una testata contro un palinsesto sono tali da richiedere un tempo molto più lungo per rimettersi “in sesto”dopo l’urto contro il “palo”.
  22. Nota alle note, o se preferite note con nota, per concludere allegramente in musica l’ultimo esercizio di ginnastica oculare!
Riccarda Patelli

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