La pubblicità ci prende per scemi

Falsa, ingannevole, ridicola… la pubblicità è lo specchio di un paese in decadimento.

 

Qualsiasi programma televisivo, di qualsiasi rete su qualsiasi canale è infarcito di pubblicità. Nata per giustificare il fatto che le reti private non potevano usufruire dei fondi provenienti dal canone RAI, oggi la pubblicità dilaga in televisione in modo incontrollato, trasmettendo spot piuttosto cretini e, spesso, ingannevoli. Alla faccia del libero mercato, alla faccia delle leggi e alla faccia della concorrenza leale. E quando non può andare in TV, allora dilaga in rete attraverso filmati mandati sul web appositamente per fare discutere e per far gridare allo scandalo, tanto… l’importante che se ne parli.
Ma facciamoci un giretto fra questi spot.

Partiamo dagli shampoo e prodotti per capelli in genere. Molte marche promettono effetti miracolosi, lasciando credere ai consumatori che una data sostanza farà faville, in realtà, se tutto va bene il prodotto riuscirà quanto meno a lavarli, per il resto è tutta una farsa. Bioscalin, Biopoint Speedy Hair e Crescina sono stati segnalati all’Antitrust perché le pubblicità promettono effetti che il prodotto non è assolutamente in grado di mantenere e, sicuramente, non migliorano di certo la salute. Passiamo agli sgrassatori, la cui efficacia è quanto mai dubbia, visto e considerato che non fanno solo tanto male all’ambiente e alla pelle di chi li usa, ma possono essere comodamente sostituiti da acqua e aceto e tanto olio di gomito. Certo, la fatica costa, ma il portafoglio se ne giova, soprattutto quando arriverà il momento di pagare l’onorario del dermatologo. Vogliamo parlare della Somatoline, nello specifico di Somatoline Cosmetic? “Lo snellimento consiste in un’azione cosmetica di rimodellamento durante l’uso che non comporta perdita di peso”, questo è quello che dicono, o meglio che dicevano, aggiungendo che il prodotto avrebbe avuto un effetto snellente in 10 notti, mentre il soggetto dormiva… e snellisce in che modo, se poi non comporta perdita di peso? Ma davvero crediamo ancora in queste favole? L’unico modo per perdere peso è mangiare meno, in modo più equilibrato e fare tanto movimento. Punto. Il resto sono bubbole. Per non parlare poi dei detergenti che si dichiarano biologici e non lo sono affatto. Per essere veramente biologico il detersivo deve possedere le certificazioni Ecolabel, la quale è l’unica in grado di garantire il ridotto impatto ambientale del prodotto, nel suo intero ciclo di vita. Tipico caso è quello di Rio Bum Bum Pavimenti che garantisce di tutto e di più, persino una maggiore igiene nel caso si possiedano animali domestici.
Ma andiamo avanti, non è mica finita qui. Parliamo dello spot della Rovagnati, riferito alla linea Snello. Non voglio sindacare sull’effettiva mancanza di grassi e sul fatto che ingerirli significa mantenere la linea, ma… “A sono bello… B sono snello…”. No, sei solo idiota. Non lo sopporto quel ritornello. Se dovessi solo pensare d’incontrare un uomo che me lo canta, giuro che gli faccio salire i testicoli in gola così che possano fare compagnia alle tonsille! Che dire invece della campagna che ENEL ha proposto dal 19 aprile per promuovere i climatizzatori? Ce n’è da dire, a partire dallo slogan: “Quando scelgo il climatizzatore fa tutto Enel Energia”. In effetti, se vogliamo ben guardare, fa proprio tutto ENEL, anche cambiarti il piano energetico, metterti a rate degli apparecchi che, diversamente, costano di meno e aumentarti la bolletta, perché d’estate, con il caldo, il condizionatore si usa e quindi aumenta il consumo. Facendo due rapidi conti, di vantaggioso per i consumatori c’è poco o niente.
A questo punto diventa un lontano ricordo la denuncia che Fellini fece nei confronti di Canale 5, a causa delle fasce pubblicitarie che interrompevano i suoi film. Assistito dagli avvocati Adolfo Gatti e Sotero Salis, sostenne che gli inserti pubblicitari nelle opere cinematografiche violavano le norme che tutelano il diritto d’autore e portavano a una deformazione del prodotto con grave lesione della qualità artistica del film e quindi della reputazione professionale dell’autore. L’iniziativa avrebbe dovuto tutelare i diritti degli autori contro i sistemi di pubblicità adottati dalle Tv private… e io aggiungo anche pubbliche. Tuttavia, non solo tali diritti sono stati bellamente messi da parte, ma anche quelli di noi consumatori che veniamo giornalmente presi per i fondelli.

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