La tartufa: tubero insospettabile

La tartufa: tubero insospettabile

La cucina, le ricette e gli ingredienti culinari si prestano, spesso e volentieri, a interpretazioni ludiche e fantasiose. Molti scrittori, nel corso della storia letteraria, si sono cimentati in questo particolare ramo, regalando ai lettori spassose rivisitazioni. Ludovico Alia, autore di alcuni libri pubblicati con EEE, non si è certo tirato indietro e, sfidando l’impossibile, è riuscito a far scaturire dalla sua penna alcuni brani decisamente interessanti.

La tartufa

di Ludovico Alia

Varietà di tubero comune, pluristagionale, reperibile a qualsivoglia latitudine.
Si sviluppa e prospera in modi e tempi diversi, a seconda del soggetto e quasi sempre al buio e al coperto nelle regioni nordiche, mentre nelle regioni calde si notano varietà di tartufa che si sviluppano prevalentemente, senza particolare protezione all’aria, al calore e alla luce del sole.
Forme e dimensioni sono molto diverse in quanto soggette a molteplici fattori, primo tra tutti l’invecchiamento di tale tubero.

L’età della tartufa è infatti responsabile di notevoli mutamenti, non solo di carattere visivo ma anche riconoscibili attraverso l’odorato e il tatto: la peluria che ricopre tale tubero è più ispida e rigida nel soggetto più maturo, mentre è più lieve e morbida nei soggetti giovani.
Per quanto sopra detto, e per altre valide motivazioni, per il consumatore è senz’altro consigliabile ricercare sul mercato soggetti giovani. Va tuttavia sottolineato che è assolutamente vietato cogliere  tartufine troppo giovani: la loro coltivazione è protetta da severe leggi in quasi tutti gli stati del mondo.
A nostro parere, è aberrante consumare una tartufina prima del diciannovesimo anno dalla sua messa a coltura.

Inoltre, ci preme sottolineare che il consumo sconsiderato di tale tubero è causa di problemi a carattere medico, per cui se ne consiglia di cibarsene non troppo frequentemente; in special modo se il consumatore è un soggetto anziano si potrebbero verificare problemi all’apparato cardio circolatorio.
Per una corretta conservazione, la tartufa può essere consumata per un periodo di tre settimane, ma si raccomanda di riporla nella quarta settimana in un luogo protetto.
Il tubero usufruirà di tale pausa per rielaborare tutti gli aromi che la caratterizzano e il consumatore, successivamente, godrà della totale freschezza e qualità riscontrata nel momento dell’acquisto.

Come già accennato si possono reperire molte varietà di tartufa. È possibile catalogare tartufe a seconda del loro ritidoma: gialla, rossa, nera, bianca. Tali varietà si suddividono in sottogruppi identificabili a seconda del colore della peluria che normalmente le ricopre: rossa, nera, castana, bionde, etc.
Si possono osservare anche tartufe ‘depilate’, ma teniamo a dire che tali tuberi non sono selvatici, come quelli sopra descritti, ma sono certamente tuberi coltivati e molto probabilmente non biologici.
Per la tartufa, specie quella più costosa, alcuni studi hanno evidenziato come indispensabile la completa simbiosi con vestiti, borsette, profumi, rossetti, fard e lucidalabbra. In caso contrario, la tartufa deperisce sino a essere non più commestibile. Vi sono, per fortuna, tuberi che abbisognano solo raramente di essere concimati con tali elementi.

Le tartufe, visti gli alti prezzi, in molti paesi sono oggetto di commercio di contrabbando e, in questo caso, è necessario porre attenzione alle leggi del paese in esame. I prezzi all’acquisto di tale tubero possono variare da una cinquantina di euro a molti, molti milioni di Euro. Si consiglia sempre di consumare tartufe dotate dei normali documenti previsti dalla legge. Quelle irregolari sono sciape e prive di quel sapore che contraddistingue questo magnifico tubero. il quale scatena i desideri dei loro consumatori.

La tartufa viene normalmente gustata tiepida, con la giusta lentezza che ne consente di apprezzarne tutti i valori. Può essere consumata a guisa di gelato, o allo spiedo, o arricchita di morbida crema chantilly. Tuttavia, le variabili culinarie sono davvero molte e spesso è la fantasia l’unico ingrediente utile per darle il giusto risalto.

Per il suo consumo non è indicato un preciso orario della giornata ma, specie se il fruitore è in là con l’età, risulta corretto consigliarla in orario serale o pre notturno.

 

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