La tentazione della diagnosi fai-da-te consultando Google

La tentazione della diagnosi fai-da-te consultando Google

Pensi di essere malato? Internet ti convince che stai per morire o ruba tempo prezioso ritardando l’appuntamento col medico. La rete non è la risposta a tutte le domande, specie quelle sulla nostra salute

di Simone Cosimi

Secondo uno studio di Demoskopea e Dottori.it, il 49% della popolazione ammette di utilizzare spesso internet come vero e proprio oracolo della salute. Tuttavia, stando a una più recente indagine dello stesso sito per la prenotazione di visite mediche, per il 52% dei medici specialisti italiani con la diffusione di internet il rapporto con i pazienti è migliorato. Questo è un elemento positivo: cerchiamo e troviamo chi possa occuparsi meglio delle nostre patologie.

Ma le buone notizie finiscono qui. Gli altri numeri spalancano un vasto terreno tipico delle fobie collettive: il 39% degli specialisti intervistati ha infatti trovato i pazienti più allarmati in virtù delle informazioni reperite online, il 38% più incline all’autodiagnosi (“Buongiorno dottore, temo di avere questo o quest’altro”), il 34% più influenzabile dai racconti trovati in rete e pubblicati da altri individui con i propri sintomi (“Sa, ho letto che è deceduto poco tempo dopo“), il 22% più incline a cercare da solo una cura per i suoi problemi o quelli dei parenti, il 13% meno fiducioso del parere del medico e il 12% più ipocondriaco.

Insomma, il terreno digitale sembrerebbe definitivamente inquinato, ostaggio da una parte di una mole d’informazioni fuori da ogni possibilità di analisi perfino a un professionista e dall’altra dell’illusione massima partorita dalla stessa esperienza d’uso del web: quella di poter traslare la rapidità con cui risolviamo il 99% delle questioni pratiche per cui ci rivolgiamo alla rete anche alle faccende di salute.

Sorgente: La tentazione della diagnosi fai-da-te consultando Google – Wired

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