Maschilismo 2016, anche gli uomini si sentono discriminati

(Getty Images/Jack Taylor/Stringer)

Maschilismo 2016, anche gli uomini si sentono discriminati

Il 19 novembre si celebra l’International Men’s Day, diventata un’occasione per attirare l’attenzione sul mondo maschile, investito da problemi nuovi come i disturbi alimentari e i frequenti suicidi. C’è chi ha anche chiesto un ministero per la tutela dei maschi

Sul calendario, da celebrare, non c’è solo l’8 marzo. Forse non tutti lo sanno, ma anche gli uomini hanno la loro festa: l’International Men’s Day (Imd), che si celebra dal 1999 ogni 19 novembre. In Italia è riconosciuta dal 2009, anche se non si vedono in giro molte donne intente a fare gli auguri ai compagni, mariti, padri, fratelli. L’idea di una festa maschile era già nata in Russia negli anni Venti per celebrare il valore dei poderosi maschi sovietici, che non ritenevano giusto che ci fosse una festa per le donne e non una per gli uomini. Ma negli anni, davanti al declino della cultura patriarcale, la celebrazione si è trasformata in una sorta di rivendicazione della mascolinità. Quasi fosse una categoria da proteggere, ora che il maschio alfa è diventato più debole. Celebrando le gesta e i sacrifici che gli uomini hanno fatto per contribuire al progresso della società. Se l’orgoglio femminile esiste, meglio ricordare anche quello maschile.

«È un’idea eccellente per garantire l’equilibrio di genere», disse Ingeborg Breines, direttrice della sezione Donne e cultura della pace dell’Unesco, a proposito della festa. Come se, con l’emergere della questione di genere, femminile, si fosse innescata una battaglia tra i sessi. Con una discriminazione al contrario, che porta a una disattenzione verso le esigenze maschili. La polemica emerge puntuale sui social network ogni 8 marzo, con una lunga fila di post di uomini arrabbiati che rivendicano una celebrazione anche per sé, ignari dell’esistenza di una festa equivalente al maschile. Tant’è che quest’anno il comico inglese Richard Herring si è messo di santa pazienza e ha risposto a ogni tweet polemico che l’8 marzo maschile esiste, ed è il 19 novembre.

Finora parole come oppressione, pregiudizio, discriminazione, sessismo sono state agitate dalle donne. E gli uomini sono sempre stati gli imputati, non le vittime. Ma ora pure il sesso forte ha qualcosa di cui lamentarsi. I maschi si sentono oppressi proprio come le donne. Ecco perché recriminano una festa tutta per loro. Ecco perché in Gran Bretagna, in risposta allo storico programma della Bbc, Woman’s Hour, nel 2010 è partito anche Men’s Hour, «la trasmissione per gli uomini moderni». Che hanno le loro paturnie, soffrono (uno degli ultimi podcast si chiama “Boys don’t cry?”) e rivendicano la propria mascolinità.

Sorgente: Maschilismo 2016, anche gli uomini si sentono discriminati – Linkiesta.it

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