Sigiriya: la cittadina dello Sri Lanka interamente scolpita nella pietra

Sigiriya: la cittadina dello Sri Lanka interamente scolpita nella pietra

Storia e leggende di un sito archeologico da molti considerato l’ottava meraviglia del mondo

È un Paese magico, lo Sri Lanka. È ricco di paesaggi straordinari, di natura, di splendidi luoghi di culto. Alcuni siti, però, sono davvero sensazionali. Uno di questi è Sigiriya, uno degli otto Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco che il Paese vanta. Amatissimo dai turisti, è un sito archeologico costruito su di una collina vulcanica alta 370 metri, ed è interamente scolpito nella pietra.

La sua posizione sopraelevata, rispetto alle pianure circostanti, fa sì che anche a chilometri di distanza Sigiriya sia visibile. E l’effetto è sorprendente. Considerata da alcuni come l’ottava meraviglia del mondo, fu fatta costruire nel 405 d.C. dal re Kaspaya. Oggi sono visibili i resti del palazzo maggiore con le sue mura, un tempo circondato da fontane e da viali: in questo modo, il sovrano e la sua corte potevano vivere isolati dalla popolazione, e potevano osservare i sudditi dall’alto. Per raggiungere la cittadina-fortezza, è necessario oggi inerpicarsi su per 1200 gradini, sul fianco dell’altura, che dipartono da due enormi sculture a zampa di leone.

È una lunghissima storia, quella di Sigiriya. Sembra che, fin dalla preistoria, potesse essere abitata. Nel III secolo a.C., le sue rocce venivano utilizzate come riparo per un monastero e – alla morte di Kaspaya – il palazzo e i suoi giardini furono utilizzati ad uso monastico fino al XIV secolo d.C. A lungo abbandonata, la cittadina fu scoperta nel 1907 dall’esploratore britannico John Still. C’è persino una leggenda, che vi ruota attorno. Si racconta che, Kaspaya, avesse ucciso il padre murandolo vivo e impossessandosi del suo trono, che sarebbe invece spettato al fratello Mugallan, che scappò in India e che meditò una vendetta. A conoscenza di quel piano, Kaspaya fece costruire il suo palazzo sulla sommità della collina. Tuttavia, Mugallan riuscì a raggiungere la cittadina e scoppiò una vera e propria battaglia. Kaspaya, abbandonato dai suoi, si suicidò con una spada e il fratello trasformò Sigiriya in un monastero. Secondi alcuni studiosi, invece, Kaspaya fu una sorta di dongiovanni, e il suo era in realtà un palazzo di piacere, privo di scopi militari. Altri ancora, lo identificano come un luogo di lavoro della comunità buddista.

Qualunque sia la sua origine, se si è disposti a fare un po’ di fatica, una volta arrivati in cima la sensazione è straordinaria. Qui si respirano storie e leggende. E, da qui, si gode un panorama mozzafiato.

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