Un cane allunga la vita

Un cane allunga la vita

Supporto sociale e abitudini più sane: così per le persone che vivono da sole con un cane calano la mortalità e il rischio di patologie cardiovascolari

di Eleonora Degano

«Un evento memorabile: per la prima volta l’uomo ha nutrito di sua mano un animale che gli è utile. Quella notte l’orda può dormire tranquilla perché gli sciacalli si aggirano intorno al bivacco, e gli sciacalli sono sentinelle fidate. Quando il sole si leva, l’orda umana è riposata, rinfrancata. Da quel giorno nessuno più getterà pietre contro uno sciacallo… »

Quando nel 1949 Konrad Lorenz pubblicava queste parole, raccontando l’incontro tra gli esseri umani e gli antenati dei cani moderni, forse non avrebbe immaginato che quegli sciacalli ormai diventati docili ci avrebbero protetti in molti altri modi. Vivere con un cane ci rende più attivi, ci spinge fuori casa anche quando il clima non è incoraggiante e ha effetti benefici sulla salute respiratoria dei più piccoli. Ma secondo un gruppo di ricerca internazionale, che ha appena pubblicato i risultati su Nature Scientific Reports, c’è qualcosa di ancor più stupefacente: un cane in casa ha un effetto protettivo sulle persone che vivono da sole, una categoria considerata a maggior rischio dagli studi epidemiologici.

Come hanno mostrato i ricercatori guidati da Tove Fall, docente di epidemiologia all’Università di Uppsala in Svezia, per una persona che vive con un cane il rischio di mortalità e quello di ammalarsi di malattie cardiovascolari sono ridotti rispettivamente del 33% e dell’11% se confrontati con quelli di chi vive invece da solo. Niente male sapendo che queste patologie, ai danni del cuore e del sistema circolatorio, sono la prima causa di morte a livello globale. Nel 2016, in Europa, hanno causato quasi un decesso su due.

Lo studio è stato reso possibile dai registri dell’anagrafe canina e dal personnummer, il numero di identità nazionale che ogni svedese usa per i servizi, dalla banca alla sanità fino alla scuola e alle assicurazioni. In questo modo ogni visita all’ospedale viene inserita nelle banche dati e gli scienziati vi hanno accesso per le loro ricerche, dopo che le informazioni sono state de-identificate per la privacy. Così Fall e colleghi hanno studiato l’associazione tra l’avere un cane e lo stato di salute: hanno usato sette database con informazioni su 3,4 milioni di persone tra i 40 e gli 80 anni, e ne hanno seguito gli sviluppi in un follow up durato 12 anni.

In questo modo hanno scoperto che avere un cane è un fattore di protezione soprattutto per le persone che non dividono la casa con nessuno, un gruppo ritenuto più a rischio di morte e di incorrere in patologie cardiovascolari rispetto a chi vive con una famiglia numerosa. Questo membro della famiglia extra, seppur a quattro zampe, fa la differenza proprio perché “in genere la mancanza di supporto sociale nelle persone single è considerata un importante fattore di rischio”, spiega Fall a National Geographic Italia.

continua su: Un cane allunga la vita – National Geographic

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