Il paese indonesiano che ha trasformato in arcobaleno le sue case tristi

Il paese indonesiano che ha trasformato in arcobaleno le sue case tristi

Ci sono città in cima alle classifiche delle “più belle del mondo” e ce ne sono altre, per forza di cose, in fondo a quelle stesse classifiche. Ma se per un verso anche la bruttezza di un luogo può essere motivo di curiosità, quelle che si trovano in mezzo a queste liste sono le più sfortunate: prive di picchi naturalistici e artistici, e ignorate non soltanto dal turismo di massa, ma anche da quello locale.

Certo, non pretendiamo che tutti i luoghi siano Roma, New York o Parigi; e neanche il villaggio di Kandovan, in Iran, costruito nella roccia; né che possano vantare un riflesso nel lago di Bohinj in Slovenia.

In alcuni casi, è il tempo che trasforma le città e i paesi anonimi in interessanti attrazioni turistiche. Come ad esempio, l’edera che ha sommerso Houtou Wan, in Cina; o la natura nel Vallone dei Mulini, per rimanere in Italia, o ancora Civita di Bagnoregio, nella provincia di Viterbo, che sta rapidamente scomparendo per la fragilità della terra sulla quale è stato costruito.

Ma se non si volesse aspettare il corso della natura per rendere attraente un piccolo paese è necessario l’intervento dell’uomo. Come quello del villaggio di Kampung Pelangi in Indonesia.

L’Indonesia è un posto magnifico ma il villaggio di Kampung Pelangi no. Almeno prima del fantastico restauro. Le sue 232 case grigie e tristi lo rendevano un luogo anonimo, nel sud di Semarang, ignorato dai visitatori che ogni anno si riversano sull’isola di Giava. Ma quello era il passato, quando il villaggio si chiamava ancora Kampung Wonosari. Sì, perché il restauro che ha coinvolto il paese ha avuto i suoi effetti anche sul nome. Kampung Pelangi significa “villaggio arcobaleno“.

Dipingere le pareti delle case con i colori dell’arcobaleno è stata un’iniziativa del governo indonesiano che ha investito 300 milioni di rupie (circa 26 mila euro). Questo restyling ha finalmente dato un motivo per visitare e i turisti non si sono fatti attendere.

La città è stata “pacificamente invasa” da numerosi visitatori locali che hanno scattato foto e ritratti davanti ai colorati muri, interagendo anche con i numerosi murales 3D.

La condivisione delle foto sui social non è un evento da poco, come potrebbe sembrare. L’importanza di canali, come Facebook e Instagram, non servono più soltanto a promuovere lavori di artisti, ma diffondono anche news (subito virali) in grado di smuovere il turismo di massa.

Sorgente: Hello! World

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