La Porta di Ishtar, l’apice dello splendore dell’antica Babilonia

La Porta di Ishtar, l’apice dello splendore dell’antica Babilonia

Al centro del fiume Sprea, che attraversa la città di Berlino, si trova quella che è stata ribattezzata l’“isola dei musei”: un vero e proprio centro culturale, dichiarato Patrimonio dell’umanità, che vanta la bellezza di ben cinque musei.

Tra questi, il più conosciuto è il Pergamon museum, uno dei musei archeologici più importanti del mondo, che attrae quasi un milione di visitatori l’anno, e prende il suo nome dall’antica città di Pergamo in Anatolia (attuale Turchia).

Il Pergamon museum è una struttura recente: è stato costruito tra il 1909 e il 1930 per ospitare soprattutto opere di grandi dimensioni, risultato delle spedizioni archeologiche tedesche della fine del XIX secolo. All’inizio del percorso espositivo, che comincia col reparto dedicato all’Asia minore, ci si imbatte subito nell’opera più significativa: la Porta di Ishtar (e i suoi fregi).

La Porta di Ishtar, costruita intorno al 575 a.C. per volere di re Nabucodonosor II, era l’ottava porta di Babilonia—uno dei centri più importanti della Mesopotamia antica, situato sull’Eufrate, le cui rovine si trovano nei pressi della città di al-Hillah, in Iraq, a circa 80 chilometri a sud di Baghdad.

Realizzata sul versante nord della città, e dedicata alla dea della guerra e dell’amore Ishtar, la porta di Babilonia rappresenta l’apice dello splendore della città: dopo un periodo di decadenza, infatti, il re era riuscito a riaffermare il prestigio politico e artistico del centro (inserito recentemente tra le sette meraviglie del mondo antico). “Oltre che così grande essa è anche di una bellezza che non ha eguali in nessun’altra città da noi conosciuta”, scriveva Erodoto nel V secolo a.C.

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