Neotenia e l’evoluzione del cane

Neotenia e l’evoluzione del cane

di Cinzia Morea

Dieci anni fa, in un pomeriggio di primavera andai in canile e vidi per la prima volta il mio cane Sansone.

Era nello spiazzo antistante i box insieme agli altri cuccioli e ai cani di piccola taglia, ma era un cucciolo enorme. A tre mesi pesava già più di dieci chili e anche accucciato svettava sopra i piccoli cani adulti che gli giravano intorno. Era enormemente più grande dell’altro mio cane, Indovina, probabile incrocio tra un bassotto e uno yorkshire terrier.

Fu allora che avrebbe dovuto colpirmi, ma non mi colpì il mistero riguardante i nostri amici a quattro zampe.

Si dà in genere per scontato che i cani abbiano avuto origine dal lupo.

In realtà fino a tempi molto recenti non tutti gli studiosi  concordavano sul fatto che il lupo fosse l’unico progenitore del cane, specie diverse di canidi erano state chiamate in causa, e questo per spiegare la grande varietà di morfologie del cane domestico.

Ora  in seguito a ricerche di etologia comparata e a studi basati sull’analisi del DNA mitocondriale, è stato stabilito  che il cane ha il  lupo come unico progenitore, ma il mistero rimane: come hanno potuto, da un unico progenitore, discendere individui così differenti tra loro per morfologia, ma con un codice genetico che presenta differenze trascurabili rispetto a quello del lupo, così trascurabili che alcuni studiosi non considerano neanche il cane come una specie a sé, ma pensano appartenga in realtà ad una sottospecie del lupo?

La spiegazione andrebbe ricercata nel fenomeno della neotenia.

Una parola difficile per un concetto altrettanto complicato.

Tra i geni che determinano la morfologia che un organismo assumerà nel corso della vita ce ne sono alcuni che ne regolano lo sviluppo, ne scandiscono cioè i tempi e la velocità, determinando le varie fasi della crescita.

Per neotenia si intende l’arresto dello sviluppo ontogenetico (ovvero lo sviluppo biologico di un organismo vivente) in una fase giovanile, a causa di una alterazione di questi geni regolatori.

Con l’alterazione di singoli geni (minima percentuale del patrimonio genetico del cane) si possono spiegare le molteplici differenze di aspetto all’interno della specie.

Un cane di piccola taglia cresce più lentamente e per un periodo di tempo meno prolungato di un cane di grossa taglia.

Sansone, lo ricordo bene, continuò a crescere fino all’età di due anni e mezzo, con una fase iniziale di crescita ovviamente più rapida e un successivo progressivo rallentamento, ma il suo sviluppo, in totale, continuò per due anni e mezzo. Addirittura disperavamo che si interrompesse.

Indovina crebbe molto più lentamente e raggiunse la maturità sessuale già a sei mesi. Per questo pesano ora una cinque chili, l’altro quarantacinque.

E continuano ad essere piccoli misteri.

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